Associazione sportiva femminile

In questa sezione sono state raccolte le domande poste a Sirene.

Certo, oggi forse non ci sono poi così tanti istruttori che non sono preparati sull’argomento, ma si preferisce lasciarle qui a memoria e monito per la formazione dei futuri istruttori.

A volte i quesiti possono sembrare banali, nella loro semplicità, ma non lo sono poi tanto, se hanno posto dei dubbi alle ragazze che iniziavano, che non sono stati risolti a volte dal loro medico o istruttore.

Il dott. Mimmo Picca ha spesso gentilmente contribuito a fugare questi piccoli dilemmi con la sua competenza, professionalità e cortesia.

Le risposte qui riportate non sono un’esatta trascrizione, sia per rispetto della privacy di chi ha posto in forma riservata la domanda, sia per questioni di sintesi. Non leggerete pertanto le esatte parole di nessuno.

Pillola e immersioni

2002: Una Sirenetta ad inizio attività ricreativa, segnala il problema in questi termini: la sua ginecologa, d'accordo col medico di base, si rifiuta di prescriverle anticoncezionali a meno che non smetta completamente l'attività subacquea, perchè li ritiene incompatibili. Nello specifico ritiene che i problemi di circolazione che genera l'assunzione della pillola in soggetti normali, implichi un maggior rischio di embolie anche su immersioni leggere quali quelle di un'open. E non e' nemmeno disposta a prescriverle alternative quali la spirale, sempre per gli effetti collaterali.

Risposta a cura del prof. Picca:

Le pillole anticoncezionali di ultima generazione, trifasiche a basso dosaggio, non hanno alcun tipo di interferenza con l’attività subacquea molto impegnativa.

I problemi che davano le prime pillole anticoncezionali ormai appartengono alla storia!

Per eccesso di precauzione posso suggerire eventualmente di evitare immersioni molto impegnative nei primi giorni di assunzione.

Non rilevo invece controindicazioni scientificamente provate all’uso della spirale nemmeno nella letteratura scientifica mondiale

 

Ciclo mestruale e ossigeno

2002 Dopo un’immersione profonda con decompressione in ossigeno, mi sono trovata con il mestruo “sfasato”, in anticipo di molto. È possibile un legame causa / effetto?

Risposta a cura del prof. Picca:

È ancora materia dei miei studi, ma dai dati in mio possesso posso dire che è relativamente frequente una alterazione del ciclo mestruale soprattutto nelle donne che vanno profonde, per quanto ancora non si conosca la causa. Nel panorama di studi internazionale non si rileva ancora interesse per questo argomento, e pertanto spero di riuscire a raccogliere un numero di dati sufficiente ad ottenere una significatività statistica

Nota: consigliamo alle ragazze di tenere un diario sul quale annotare sensazioni come ansia, tranquillità, costanza della risposta ad una determinata situazione (cambio compagno, corrente…) o altro, per verificare se durante il mese lo stato psicofisico e la risposta agli stimoli possono essere influenzati dagli ormoni.

Risposta aggiuntiva non medica!

Dal momento che l’immersione genera comunque un certo livello di stress (psicofisico) aggiuntivo in qualsiasi persona, l’assunzione di lievito di birra (ricco di vit. del gruppo B) e di olio di germe di grano (contenente vit. E), possono aiutare a ridurre l’effetto invecchiante di tale stress, e di conseguenza gli effetti collaterali.

 

Anemia, antidolorifici e mestruo

Mi è stata riscontrata una leggera anemia, probabilmente dovuta ad un ciclo piuttosto abbondante. È possibile che questa lieve carenza influisca sulla capacità decompressiva del mio fisico?

Risposta  (sunto di più fonti)

Allo stato attuale delle conoscenze scientificamente comprovate, non sembra che ci siano  controindicazioni allo svolgimento delle attività subacquee nei cosiddetti giorni di flusso. Ovviamente questo vale se sono in grado di svolgere normali attività, cioè se in tali giorni continuerebbero la loro attività in piscina o in palestra.

L’anemia che ne può conseguire non genera alterazioni tali da pensare di modificare la decompressione o l’eventuale somministrazione di ossigeno in decompressione.

È peraltro abbastanza documentato che una percentuale statisticamente significativa di donne che si immergono regolarmente anche durante i giorni di flusso, subiscono una alterazione del flusso o in senso di improvvisa e repentina diminuzione dello stesso ( più frequentemente) o in senso di un aumento sensibile della quantità dello stesso.

Diverso è il caso in cui assumano antidolorifici che potrebbero, come qualsiasi farmaco, alterare il metabolismo in immersione, con conseguenze sia a livello di percezione della narcosi dovuta all’azoto, sia sulla corretta decompressione dei gas accumulati.



 

Gravidanza e allattamento al seno

Una volta rimasta incinta, ho subito interrotto l’attività, su consiglio del medico, per non compromettere la gravidanza. Ora sto allattando al seno, ma vorrei riprendere.  La pressione dell’immersione, e il relativo accumulo dei gas potrebbe avere effetti negativi sull’allattamento?

Risposta  (sunto di più fonti)

La possibilità che la produzione del latte venga compromessa è scarsa e potrebbe dipendere solo da una molto prolungata compressione del seno che, però, non è probabile, visti i normali tempi dell'immersione sportiva. Ovviamente bisogna considerare invece il cambio taglia, dal momento che la muta utilizzata prima di partorire potrebbe rivelarsi troppo stretta. Anche se i tempi  affinché la compressione causata arresti la montata lattea sono decisamente più lunghi di quelli di una normale immersione, è bene considerare le condizioni confortevoli per immergersi al meglio.

La letteratura scientifica non riporta invece controindicazioni all’allattamento al seno dopo le immersioni.



 

P valve

Esiste una p valve per ragazze, che non costringa al pannolone in caso di immersioni molto lunghe, per esempio in grotta? Non vorrei una soluzione invasiva come il catetere.

Risposta 

.http://www.travelmateinfo.com/ Su questo sito abbiamo trovato un codom che si adatti alla situazione femminile, e sia non invasivo. Funziona sempre per gravità, e quindi si potrebbe spostare, ma incuriosite dall’uso in volo, con paracadutiste, anzi che sempre in posizione seduta o eretta, abbiamo voluto provarlo. Rimane necessario depilarsi per far ben aderire il cerotto chirurgico, ma, se si riesce a superare la difficoltà (alcune ragazze la presentano in maniera marcata) di fare pipi in posizioni diverse dal solito (per esempio eretta), funziona.



 

Abbigliamento

.Qui abbiamo raccolto alcuni consigli dettati dall’esperienza, e quindi soggettivi

Non usate reggiseno a balconcino: Il reggiseno a balconcino ha un ferretto di sostegno che capita che fori letteralmente il tessuto. A quel punto, anche se non si pianta da qualche parte diventa scomodo, e in immersione non è facilmente rimediabile, dal momento che…. È impossibile fare un saltino  un attimo alla toilette, o infilare con disinvoltura una mano a levarlo, magari dal collo della muta.

Collant: un paio di collant smagliati possono aiutare ad indossare la muta umida, e… perfino il cappuccio senza rimetterci lo scalpo. Se ne avete un paio di filanca, magari interi, sotto la muta umida possono tenere caldo, impedendo ulteriormente la circolazione dell’acqua all’interno della muta, come qualsiasi altro vestito, meglio se un po’ infeltrito, come calzini o maglioni. La percezione della temperatura è diversa tra uomo e donna!

Cuffia: anche la cuffia da piscina può aiutare ad indossare il cappuccio senza penalizzare troppo i capelli lunghi. E funziona anche un pochino come ulteriore isolante, ma fate attenzione che non provochi danni alle orecchie “sigillandole”!

 



 

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